Logo Alleanza per l’Italia. Si parte male…
Nasceva ai primi grigiori novembrini Alleanza per l’Italia ‘movimento per il cambiamento e il buongoverno’. Il simbolo scelto dall’ex leader Margherita, la x metà verde metà rossa, era solo transitoria infatti il Presidente Rutelli l’11 Novembre dichiaravava «Sarà lanciata una consultazione online per arrivare al simbolo che poi resterà».
In effetti venerdì 27 Novembre 2009 alle 8:35 sul sito del neonato movimento compariva formalmente il bando che avrebbe portato alla scelta del nuovo logo del partito.
“Concorso di idee: Il nuovo logo di Alleanza per l’Italia arriva dalla rete. Invia la tua proposta di logo, entro il … in formato… all’indirizzo… etc etc”
E sempre lo stesso giorno, sul sito, a distanza di dieci minuti veniva pubblicato il brief descrittivo del nuovo logo ovvero le condizioni che avrebbero dovuto ispirare la realizzazione grafica .
Ad esempio si dice che “il logo dovrà contenere il nome del movimento politico appena nato, che il movimento (e quindi anche il suo segno grafico) dovrà trasferire le sensazioni di TRASPARENZA, PARTECIPAZIONE, COLLABORAZIONE e COINVOLGIMENTO, che dovrà essere una risposta per il cittadino che ha esigenza di cambiare, che centrale è la funzione del PER (X), e che il lettering dovrà essere leggero ma deciso e capace di stravolgere le logiche dei loghi del passato.”
Nonostante i miei lavori da webdesigner e la totale condivisione dei principi e delle direttive del lavoro, decisi un po’ per natura, un po’ per sfiducia nei confronti delle gare pubbliche (che talvolta
celano meccanismi opachi e familistici) di non partecipare a questo contest. Ma dopo pochi giorni cambiai idea e decisi di cogliere l’opportunità rispondendo al bando in qualità di grafico.
Inoltre partiti che fanno di coinvolgimento e partecipazione le loro parole chiavi sono sempre i ben accetti all’interno del panorama politico. Dunque anche io produssi e inviai la mia proposta grafica.
Partecipai senza la velleità che la mia proposta potesse diventare il nuovo logo dell’ApI (per quanto coerente con le richieste espresse e graficamente fruibile) ma per testimoniare in qualche modo l’opportunità e la forza che simili processi di trasparenza e partecipazione possono avere sul cittadino…
Ma stasera, 29 dicembre, devo ricredermi. Una doccia fredda.
Per caso finisco sul sito dell’Alleanza per l’Italia e … cosa vi trovo? Il nuovo Logo del movimento: una margheritina sormontata da un massiccio testo grigio con due api stilizzate volanti. Potrei discutere sulla bontà e sulla coerenza della scelta ma non è cosa che mi compete nè voglio fare in questa sede.
Piuttosto il mio stupore deriva da une serie di domande che si avvicendano nella mia testa “Ma quando hanno ufficializzato la scelta? Non è troppo presto? Io ricordo che il bando scadeva in gennaio, un giorno con il 5 come cifra. Possibile che me ne sia dimenticato?”
Allora decido di andare nuovamente a rivedere il testo del bando sulla pagina del sito (qui) ma ecco giungere un’altra sopresa! Errore 404: quella pagina non è più disponible (o è scaduta o è stata tolta) nonostante la pagina sorella (quella del brief descrittivo) risulta attiva e disponibile alla consultazione. Molto strano. Subito il mio pensiero corre alla citazione Andreottiana ‘A pensar male degli altri si fa peccato ma spesso si indovina’.
Dopo alcuni attimi di confusione, mi metto al lavoro e tramite alcuni strumenti e ricerche web riesco a recuperare uno screenshot della pagina mancante!
A questo punto le mie perplessità trovano conferma e diventano macigni pesantissimi. Quest’immagine riporta espressamente la data termine del bando: 15 gennaio 2010 (“Invia la tua proposta di logo, entro il 15 gennaio 2010…”)
Allora alcune domande sorgono spontanee: come mai oggi che è il 29 Dicembre il logo risulta essere stato già scelto? E come mai quella pagina web, l’unica a riportare la data di termine del bando, non risulta più essere disponibile?
Questa vicenda getta coni d’ombra davvero spiacevoli su un partito nato da poco più di un mese, che si propone di rappresentare una risposta di cambiamento della politica. Parlare di partecipazione, trasparenza e coinvolgimento senza far seguire a queste enunciazioni fatti concreti è doppiamente pericoloso perchè fa venire meno quel rapporto di credibilità agli occhi del cittadino.
E pensare che sarebbe bastato aspettare sino al 15 gennaio per evitare una simile scivolata. La scelta sarebbe avvenuta nella sede più opportuna (solitamente in camera di consiglio da una commissione) e in quanto valutazione artistica soggetta a discrezionalità nessuno avrebbe potuto obiettare nulla. Almeno la forma, se non anche la sostanza, ne sarebbe uscita illesa.
Ma così non è stato e ci troviamo di fronte all’ennesima farsa politica.
Sì Alleanza per l’Italia parte… ma a mio avviso, molto male.
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