Archive for the ‘Politica’ Category

Vilipendio?!

martedì, ottobre 13th, 2009

Di Pietro: “Processatemi pure”.
Ma questa volta, Antonio Di Pietro, sotto processo ci vuole andare a tutti i costi: “Che la Procura mi indaghi pure”, ha replicato il parlamentare con fiera determinazione.
“Il ministro della Giustizia dia pure parere favorevole al procedimento”, ha detto.
“Sono curioso di sapere quali sono i limiti, come parlamentare e come cittadino, della mia libertà di critica nei confronti del presidente della Repubblica”. Dieci giorni fa, subito dopo il via libera al cosiddetto scudo fiscale tanto osteggiato dall’Italia de Valori, Di Pietro dichiarò: “Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affermando che non poteva non firmare la legge criminale sullo scudo fiscale, ha compiuto un atto di viltà ed abdicazione“.

Intervento c.c 23/09

giovedì, settembre 24th, 2009

Intervento relativo alla Riforma Gelmini:
“Il Ministro della scuola Gelmini il 14 settembre affermava ‘Se un insegnante vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere’ – nei locali pubblici degli anni 20-30 in Italia c’era una dizione standard che recitava ‘qui non si fa politica’. Il principio è assolutamente condivisibile se solo questo venisse applicato a tutti gli ambiti delle vita sociale, non solo laddove conviene applicarlo, ad es. sarebbe interessante applicarlo al sistema informativo televisivo, almeno quello pubblico.

Siamo in un periodo di crisi, sono richiesti sacrifici alle famiglie, occorre perché costretti dalla contingenza storica fare dei tagli … e si dice che la riforma gelmini, obtorto collo, rifletta questa realtà…ma allora mi domando:
Perché il governo parte dai tagli sulla scuola e non dagli sprechi nella pubblica amministrazione?Sprechi che sono tanti, cominciamo proprio dalle province, dal parlamento e dai vari enti inutili, sacche di potere e privilegi? O ancora mi domando se erano necessari i 5miliardi dati alla Libia di Gheddafi. Poi ci sarebbero i 150mila miliardi di evasione fiscale annua…

Il ministro ‘unico’ Tremonti, giustifica tutto col fare cassa. Nel provveditorato romano (situazione estendibile per analogia a tutti gli altri) ci sono 18mila richieste pendenti di riscatto laurea (lì da 15anni) il cui costo medio per chi la riscatta è di ca 10mila €. In questo modo con i soldi ricavati si potevano già evitare tagli e accorpamenti vari e si sarebbero potuto trovare le risorse non per tagliare ma per investire nel mondo della scuola e nel mondo della ricerca.
Non è ammissibile che tagli e riduzioni di organico siano l’esclusivo elemento di una riforma che investe il processo educativo delle nuove generazioni!

Anzi direi che i tagli sono la dimostrazione di una inciviltà di fondo in un paese che già di suo spende davvero troppo poco. C’è necessità di raggiungere media retributiva dei docenti europei ma anche di spesa rispetto al prodotto interno lordo per università ricerca e scuola, siamo indietro rispetto ai paesi europei.
La percentuale della spesa per l´università sul totale della spesa pubblica è davvero bassa:
Italia 1,6 - Media OCSE 3,0 - Media UE 2,8

La differenza sostanziale con le precedenti riforme sono quel minimalismo e destrutturalismo che vanno a scapito della scuola pubblica favorendo, nei fatti, la privata.
Diminuire il tempo prolungato (è un attacco al tempo pieno che spinge le famiglie a cercarlo altrove, e a pagamento), aumentare il numero degli alunni per classe a 33, in contrasto con le norme sulla sicurezza degli edifici scolastici, far regredire il sistema pedagogico di oltre vent’anni attraverso il reimpianto del maestro unico e l’abolizione della compresenza, significa marginalizzare e dequalificare la scuola pubblica.
La scuola elementare italiana è al sesto posto nel mondo secondo l’OCSE, e al primo posto sino al 1990. Quindi viene attaccata frontalmente la scuola di migliore livello che abbiamo.

Anche l’università è all’ultima spiaggia. Insensato che le università pubbliche possano essere trasformate in fondazioni. Questo tende a snaturare la scuola, di fondo privatizzandola perché a quel punto saranno gli investitori privati a dettare l´agenda e gli sviluppi della ricerca.
Sul discorso turnover grazie ai tagli saranno proprio i famosi baroni a salvarsi mentre i primi ad essere licenziati saranno assegnisti e ricercatori.

Materie delicate come la scuola, l’istruzione e l’università dovrebbero trovare un consenso trasversale e condiviso, non possono essere riformate con l’accetta, così come è stato fatto.
E’ a dir poco sconcertante che il governo, di fronte a una vasta mobilitazione, che abbraccia il nord e il sud, abbia fatto orecchie da mercante e abbia continuato in questa politica dissennata che attacca proprio i fondamenti di una collettività che vuole crescere e cercare il proprio valore.”

Antonio Di Pietro e la candidatura di Grillo nel PD

martedì, luglio 14th, 2009

“Caro Beppe,
è assurdo quello che sta accadendo nel PD: scaricano te, tacciandoti di essere semplicemente un comico, ma sei l’unico ad aver già esposto un programma, che noi dell’Italia dei Valori condividiamo in pieno ed appoggiamo. Già! Il tuo è l’unico programma, in quanto gli altri candidati a segretario di quel partito ancora non ci hanno fatto conoscere il loro.
Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d’interessi, l’acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico: tutti punti che l’Italia dei Valori sta portando avanti da tempo e che, per questo, condivide. Insomma un programma serio, concreto e che, forse, proprio per questo porta i Soloni della politica a irriderlo.”
Antonio Di Pietro

E’ tempo di reagire

martedì, giugno 2nd, 2009

Non è più tempo di riposare, non possiamo permetterci questo lusso, piuttosto è tempo di lottare, di reagire, di resistere contro questa politica che ci sta consegnando un paese senza futuro.
Come mai alla vigilia delle elezioni ogni candidato è spinto da buoni propositi e poi puntualmente, in corso d’opera, viene evasa ogni loro promessa?
Perché gli è stata concessa la possibilità di farlo… perché la nostra coscienza è stata addormentata e non abbiamo più alcuna capacità di reazione.

Bobbio scriveva: “Solo l’uomo libero è responsabile, ma l’uomo non nasce libero…lo diventa, in un ambiente sociale in cui le diverse condizioni siano tali da condurlo ad acquistare coscienza del suo valore di uomo. Per conseguire questo fine, occorrono istruzioni democratiche che siano in grado di dare all’individuo l’esercizio della libertà, ma anche di radicare e sviluppare in lui il senso di libertà… ”
E allora in un contesto in cui il mondo dell’informazione e dei media è sempre più docile e consenziente, in cui l’apparato educativo viene costantemente sottomesso, in cui i vari esempi di democrazia partecipativa (proposte di legge e referendum popolari) rimangono chiusi in polverosi cassetti, in cui la mafia ha creato una sovrastruttura tentacolare e ben più radicata di quella statale mi viene da chiedere: quale livello di democrazia possiamo dire di aver raggiunto?

NOI dobbiamo riappropriarci dello Stato, perché lo stato siamo noi e non le persone che ora indegnamente occupano le istituzioni.

Il Comune è una realtà importante, rappresenta la base della costruzione politica. Fondamenta sicure rendono solido tutto l’edificio.
Personalmente cerco di essere molto attento al dialogo, al confronto e soprattutto alla realtà della RETE che consente uno scambio di informazioni senza filtri e trasparente.
Posso poi dire, a differenza di quanto affermano gli altri candidati, di conoscerla concretamente (so cos’è un opensource, un copyleft, un download, un hosting-files … termini che possono servire alla macchina comunale per renderla più efficiente, razionale ed economica, ad esempio).
Inoltre la rete ti controlla. Non puoi rubare, non puoi fare operazioni strane se c’è il flusso di informazioni dall’interno all’esterno. Col computer ogni cittadino potrà diventare controllore delle attività comunali, quindi per gli appalti non ci saranno authority a controllare ma gli stessi cittadini. E se si scopre che l’appalto è andato all’amico del politico si pubblica la notizia, si fa passaparola e in pochissimo tempo tutti potranno conoscere e denunciare l’accaduto.

Come ha detto Salvatore Borsellino, in uno dei suoi intensi e lucidi discorsi il mio obiettivo sarà quello “di seguire il fresco profumo della libertà e di opporsi al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e fin della complicità.”

Su questo sarò intransigente e potrete verificarlo sempre seguendo la mia attività su questo blog.
Concludo, volendo ricordare che la casta è sì la cattiva politica di oggi ma soprattutto la vera casta è la nostra indifferenza! O troviamo la forza di reagire come cittadini o domani potrebbe essere davvero troppo tardi.

Michele Ianni