Archive for settembre, 2009

La telecamera giunge anche a Beinasco

mercoledì, settembre 30th, 2009

L’iniziativa “Fiato sul collo” fa proseliti.
Il consiglio comunale di ieri sera ha visto la partecipazione di un discreto numero di cittadini ma la novità vera è emersa pochi minuti dopo le prime fasi dell’attività consiliare.
Due cittadini stavano effettuando una ripresa video dell’udienza consiliare.
Dopo un momento di impasse in cui è stato sospeso il consiglio, è seguita una discussione assolutamente pacifica tra gli interessati. Sono intervenuto anch’io, chiaramente a sostegno del diritto di informazione del cittadino.

Per una serie di ragioni:
la soglia di riservatezza di un amministratore è inferiore rispetto a quella del cittadino, quindi almeno nelle sedi istituzionali non può coprirsi dietro lo scudo del diritto alla privacy;
i nostri atti regolamentari non prevedono un divieto esplicito di operare riprese video, quindi in negativo esiste l’opposta situazione giuridica soggettiva, appunto, la facoltà di farlo;
il parere dell’Autorità Garante dell’11 marzo 2002 (che dispone la possibilità di effettuare riprese video purché i presenti siano stati debitamente informati dell’esistenza delle telecamere e della successiva diffusione delle immagini)

Ad ogni modo, ho provveduto a convocare per Venerdì 9 Ottobre, dato che ne sono anche il Presidente, la competente Commissione Statuto e Regolamenti, per discutere della necessità di regolare questo fenomeno, che ormai non può più essere considerato secondario.

Infine colgo l’occasione per riportare quanto scritto dal nostro segretario sulla questione:

“Caro Beppe,
in Italia sta scomparendo l’informazione e con essa la voglia di lottare per averla da parte dei cittadini. La popolazione è delusa, stanca e ipnotizzata da una patina di indifferenza e rassegnazione. Piazza Navona è stato un segnale forte (e ci ritorneremo l’11 di ottobre per il referendum conto il Lodo Alfano) così come lo sono stati i VDay, la voglia di combattere c’è ma i giornali ed i media la soffocano facendo apparire questo Paese come allineato e favorevole alla deriva dittatoriale imposta da una classe politica al tramonto.
Io e il mio partito ce la stiamo mettendo tutta, non ci fermeremo e non ci fermeranno.
Il 6 settembre hai scritto un articolo nel tuo blog intitolato “Comuni:padroni a casa nostra!” leggerlo e vedere il video dei ragazzi di Vicenza allontanati mentre filmavano il consiglio comunale non mi ha sorpreso. Appena esco dal mondo chiuso della politica, dal Parlamento, dalle conferenze con questi media ricevo mille segnali di voglia di cambiare. La gente per strada mi abbraccia, mi arrivano centinaia di email al giorno di sostegno, la Rete è come se sapesse tutto. Fuori dal Parlamento io ed i miei parlamentari non ci sentiamo soli, ma con i cittadini dalla nostra parte, e sono tanti, milioni.
Ho invitato i consiglieri comunali, gli assessori, i sindaci dell’Italia dei Valori sul territorio a farsi promotori dell’iniziativa “Comuni Trasparenti” . Il diritto di informare e di essere informati è sancito dalla Costituzione. Nessuno può impedire ad un cittadino, e ai nostri eletti di filmare e far filmare sedute ed eventi pubblici quali i consigli comunali. Perfino le sedute di Camera e Senato sono in diretta streaming. Qualsiasi regolamento sancisca il contrario a livello locale è carta straccia. Chiunque utilizzi le forze dell’ordine per allontanare chi riprende sta compiendo un abuso di potere. Ho offerto nell’iniziativa assistenza legale a coloro che si vedranno negato questo diritto, vale anche per quei ragazzi di Vicenza e per altri che verranno.
Invito chiunque sia ostacolato nelle riprese di un consiglio comunale a verificare la presenza di un rappresentante IDV nel suo comune, a contattarlo e presentarsi con lui alla prossima seduta consiliare. Con rinnovata stima.”
Antonio Di Pietro

Intervento c.c 23/09

giovedì, settembre 24th, 2009

Intervento relativo alla Riforma Gelmini:
“Il Ministro della scuola Gelmini il 14 settembre affermava ‘Se un insegnante vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere’ – nei locali pubblici degli anni 20-30 in Italia c’era una dizione standard che recitava ‘qui non si fa politica’. Il principio è assolutamente condivisibile se solo questo venisse applicato a tutti gli ambiti delle vita sociale, non solo laddove conviene applicarlo, ad es. sarebbe interessante applicarlo al sistema informativo televisivo, almeno quello pubblico.

Siamo in un periodo di crisi, sono richiesti sacrifici alle famiglie, occorre perché costretti dalla contingenza storica fare dei tagli … e si dice che la riforma gelmini, obtorto collo, rifletta questa realtà…ma allora mi domando:
Perché il governo parte dai tagli sulla scuola e non dagli sprechi nella pubblica amministrazione?Sprechi che sono tanti, cominciamo proprio dalle province, dal parlamento e dai vari enti inutili, sacche di potere e privilegi? O ancora mi domando se erano necessari i 5miliardi dati alla Libia di Gheddafi. Poi ci sarebbero i 150mila miliardi di evasione fiscale annua…

Il ministro ‘unico’ Tremonti, giustifica tutto col fare cassa. Nel provveditorato romano (situazione estendibile per analogia a tutti gli altri) ci sono 18mila richieste pendenti di riscatto laurea (lì da 15anni) il cui costo medio per chi la riscatta è di ca 10mila €. In questo modo con i soldi ricavati si potevano già evitare tagli e accorpamenti vari e si sarebbero potuto trovare le risorse non per tagliare ma per investire nel mondo della scuola e nel mondo della ricerca.
Non è ammissibile che tagli e riduzioni di organico siano l’esclusivo elemento di una riforma che investe il processo educativo delle nuove generazioni!

Anzi direi che i tagli sono la dimostrazione di una inciviltà di fondo in un paese che già di suo spende davvero troppo poco. C’è necessità di raggiungere media retributiva dei docenti europei ma anche di spesa rispetto al prodotto interno lordo per università ricerca e scuola, siamo indietro rispetto ai paesi europei.
La percentuale della spesa per l´università sul totale della spesa pubblica è davvero bassa:
Italia 1,6 - Media OCSE 3,0 - Media UE 2,8

La differenza sostanziale con le precedenti riforme sono quel minimalismo e destrutturalismo che vanno a scapito della scuola pubblica favorendo, nei fatti, la privata.
Diminuire il tempo prolungato (è un attacco al tempo pieno che spinge le famiglie a cercarlo altrove, e a pagamento), aumentare il numero degli alunni per classe a 33, in contrasto con le norme sulla sicurezza degli edifici scolastici, far regredire il sistema pedagogico di oltre vent’anni attraverso il reimpianto del maestro unico e l’abolizione della compresenza, significa marginalizzare e dequalificare la scuola pubblica.
La scuola elementare italiana è al sesto posto nel mondo secondo l’OCSE, e al primo posto sino al 1990. Quindi viene attaccata frontalmente la scuola di migliore livello che abbiamo.

Anche l’università è all’ultima spiaggia. Insensato che le università pubbliche possano essere trasformate in fondazioni. Questo tende a snaturare la scuola, di fondo privatizzandola perché a quel punto saranno gli investitori privati a dettare l´agenda e gli sviluppi della ricerca.
Sul discorso turnover grazie ai tagli saranno proprio i famosi baroni a salvarsi mentre i primi ad essere licenziati saranno assegnisti e ricercatori.

Materie delicate come la scuola, l’istruzione e l’università dovrebbero trovare un consenso trasversale e condiviso, non possono essere riformate con l’accetta, così come è stato fatto.
E’ a dir poco sconcertante che il governo, di fronte a una vasta mobilitazione, che abbraccia il nord e il sud, abbia fatto orecchie da mercante e abbia continuato in questa politica dissennata che attacca proprio i fondamenti di una collettività che vuole crescere e cercare il proprio valore.”

FLASH - 23 Settembre C.C.

mercoledì, settembre 16th, 2009
23 Settembre 2009 - Convocazione del Consiglio Comunale
All’ordine del giorno: discussione del nuovo anno scolastico: conseguenze della riforma Gelmini sul territorio di Beinasco, e poi sessione ordinaria (interpellanze e deliberazioni varie)