La telecamera giunge anche a Beinasco
L’iniziativa “Fiato sul collo” fa proseliti.
Il consiglio comunale di ieri sera ha visto la partecipazione di un discreto numero di cittadini ma la novità vera è emersa pochi minuti dopo le prime fasi dell’attività consiliare.
Due cittadini stavano effettuando una ripresa video dell’udienza consiliare.
Dopo un momento di impasse in cui è stato sospeso il consiglio, è seguita una discussione assolutamente pacifica tra gli interessati. Sono intervenuto anch’io, chiaramente a sostegno del diritto di informazione del cittadino.
Per una serie di ragioni:
la soglia di riservatezza di un amministratore è inferiore rispetto a quella del cittadino, quindi almeno nelle sedi istituzionali non può coprirsi dietro lo scudo del diritto alla privacy;
i nostri atti regolamentari non prevedono un divieto esplicito di operare riprese video, quindi in negativo esiste l’opposta situazione giuridica soggettiva, appunto, la facoltà di farlo;
il parere dell’Autorità Garante dell’11 marzo 2002 (che dispone la possibilità di effettuare riprese video purché i presenti siano stati debitamente informati dell’esistenza delle telecamere e della successiva diffusione delle immagini)
Ad ogni modo, ho provveduto a convocare per Venerdì 9 Ottobre, dato che ne sono anche il Presidente, la competente Commissione Statuto e Regolamenti, per discutere della necessità di regolare questo fenomeno, che ormai non può più essere considerato secondario.
Infine colgo l’occasione per riportare quanto scritto dal nostro segretario sulla questione:
“Caro Beppe,
in Italia sta scomparendo l’informazione e con essa la voglia di lottare per averla da parte dei cittadini. La popolazione è delusa, stanca e ipnotizzata da una patina di indifferenza e rassegnazione. Piazza Navona è stato un segnale forte (e ci ritorneremo l’11 di ottobre per il referendum conto il Lodo Alfano) così come lo sono stati i VDay, la voglia di combattere c’è ma i giornali ed i media la soffocano facendo apparire questo Paese come allineato e favorevole alla deriva dittatoriale imposta da una classe politica al tramonto.
Io e il mio partito ce la stiamo mettendo tutta, non ci fermeremo e non ci fermeranno.
Il 6 settembre hai scritto un articolo nel tuo blog intitolato “Comuni:padroni a casa nostra!” leggerlo e vedere il video dei ragazzi di Vicenza allontanati mentre filmavano il consiglio comunale non mi ha sorpreso. Appena esco dal mondo chiuso della politica, dal Parlamento, dalle conferenze con questi media ricevo mille segnali di voglia di cambiare. La gente per strada mi abbraccia, mi arrivano centinaia di email al giorno di sostegno, la Rete è come se sapesse tutto. Fuori dal Parlamento io ed i miei parlamentari non ci sentiamo soli, ma con i cittadini dalla nostra parte, e sono tanti, milioni.
Ho invitato i consiglieri comunali, gli assessori, i sindaci dell’Italia dei Valori sul territorio a farsi promotori dell’iniziativa “Comuni Trasparenti” . Il diritto di informare e di essere informati è sancito dalla Costituzione. Nessuno può impedire ad un cittadino, e ai nostri eletti di filmare e far filmare sedute ed eventi pubblici quali i consigli comunali. Perfino le sedute di Camera e Senato sono in diretta streaming. Qualsiasi regolamento sancisca il contrario a livello locale è carta straccia. Chiunque utilizzi le forze dell’ordine per allontanare chi riprende sta compiendo un abuso di potere. Ho offerto nell’iniziativa assistenza legale a coloro che si vedranno negato questo diritto, vale anche per quei ragazzi di Vicenza e per altri che verranno.
Invito chiunque sia ostacolato nelle riprese di un consiglio comunale a verificare la presenza di un rappresentante IDV nel suo comune, a contattarlo e presentarsi con lui alla prossima seduta consiliare. Con rinnovata stima.”
Antonio Di Pietro